La Dancehall raccontata dalla Dancehall queen AleVanille: quello che non puoi imparare nei corsi di Dancehall.

La Dancehall raccontata dalla Dancehall queen AleVanille: quello che non puoi imparare nei corsi di Dancehall.

FINALMENTE!

Torno a scrivere sul mio blog in occasione di un momento che aspettavo da tanto:

Intervistare una della capostipiti della Dancehall Italiana, AleVanille (clicca per vedere il profilo IG)

Tante sono state le occasioni di stare insieme in questi ultimi anni ma evidentemente serviva una pandemia perchè questo avvenisse per davvero.

Domenica 12 Aprile, in un giorno di Pasqua decisamente strano, in quarantena, ho intervistato in diretta Instagram Dancehall Queen AleVanille con la partecipazione online di tutta la comunità Dancehall italiana e dancers neofite.

La bellezza di questa intervista è stata la raccolta delle domande, che sono state veramente di paio raggio: da quelle più specifiche sulla dancehall a quelle più personali o di crescita.

Il risultato è stato entusiasmante, un momento di valore incredibile e ora, sono qui a fissarlo nella memoria e a renderlo disponibile a tutti sul mio Blog.

C’è un principio assai importante dietro questa intervista che ci tengo a precisare:

La RESPONSABILITA’ di far conoscere e unire la generazione precedente a la generazione successiva (e successiva ancora, perchè non siamo esattamente di primo pelo) alla nostra, dancers e teacers della seconda generazione della dancehall italiana.

La prima generazione di importatrici della Dancehall ha spianato la strada negli anni in cui trovavi si e no un evento, ma che dico evento, un workshop al mese di Dancehall, e dovevi farne di chilometri per raggiungere quelle palestre che per prime investivano su questa danza.
Ma non perdiamo ulteriore tempo perchè quello che imparerete nelle prossime righe sono l’ABC dell’approccio alla Dancehall e ad una cultura lontana anni luce dalla nostra.
Come rispettarla, come viverla, come studiarla…

Sono Alessandra, aka Alevanille, amante della Dancehall in tutte le sue forme, ho trovato me stessa nella Dancehall e per questo mi ci sono buttata appieno dedicandole tutta la mia vita.

Ho creato un format per le ragazze, il Queens on top(fai click per vedere il profilo Ig), per tenere alta una tradizione prettamente Giamaicana (quella del Dancehall Queen International, ma ne parleremo più tardi).

Tanti viaggi in Giamaica nei quali ho cercato, non solo di studiare, ma anche per restituire alla comunità di dancers giamaicani quello che loro mi hanno sempre dato.

Partiamo dalle basi, creiamo il contesto.

COM’E’ NATA LA DANCEHALL E DI QUALI MESSAGGI è PORTATRICE?

Per Dancehall si intende un evento di tipo sociale, una Dancehall (letteralmente sala da ballo) è uno lo spazio dove avviene questo evento, la musica tipica dell’evento e anche i vari stili di danza.

Parliamo della fine degli anni ’80, inizio ’90, in quegli anni vediamo nascere quella che oggi riconosciamo come Dancehall. Kingston diventa il fulcro per i party, ma in generale la Dancehall prende piede in tutta la Giamaica.

In Giamaica ballano gli eventi e i gesti quotidiani, ad esempio stendere, cucinare o lavare i panni, o esprimono in danza i loro feeling, le frustrazioni, le gioie, la rabbia, la sessualità. In Giamaica tutto diventa danza, dalle cose più forti come la morte alle cose più leggere che creano hype e ti fanno divertire.

Ballare Dancehall vuol dire SENTIRE/DIRE SEMPRE qualcosa. La Dancehall si adatta a qualsiasi personalità, dipende dalla necessità di esprimersi di quel momento.

COM’E’ NATO L’AMORE PER LA DANCEHALL?

L’amore è nato in Giamaica, sono andata a Kingston poco dopo aver scoperto la Dancehall, Anche se inizialmente è stato un pò uno shock culturale.

Fino a quel momento avevo lavorato in tv o in teatro perchè ai tempi, il gol per chi studiava danza a livello professionale era arrivare al mondo dello spettacolo ma senza chiedersi se era davvero quello il proprio obbiettivo, era semplicemente l’unica scelta, o per lo meno quella più remunerativa e spesso non capitava nemmeno l’occasione di capire se era davvero quello che desideravamo.

Quando ho conosciuto la Dancehall, mi sono sentita talmente felice, senza ancora capirne praticamente nulla, che senza aver la più pallida idea di cosa ne avrei fatto, ho lasciato gradualmente tutti i miei lavori.

Già così, solo per averla incontrata mi aveva dato molto di più di quanto mi avesse mai dato tutto il resto.

Avevo bisogno di qualcosa che mi facesse sentire bene, qualcosa che mi facesse sentire così, e quando l’ho trovata ho detto ‘’e no, e mo non la mollo più’’.

QUALI SONO STATE LE BALLERINE DA CUI HAI PRESO ISPIRAZIONE ALL’INIZIO DELLA TUA CARRIERA?

Mi fa sempre molto piacere dirlo.

Correva l’anno 2008, non c’erano di certo scuole di danza.

Pochi erano gli europei presenti a Kingston e ancor meno quelli interessati a studiare, così i KayaSound(click per vedere di più) mi misero in contatto con Latonya, Mystique Divas e Mad Michelle. Tre ballerine completamente diverse, nessuna di loro aveva la più pallida idea di come insegnare a parte Latonya che già insegnava danza (non Dancehall) nelle scuole. Infatti per anni ho fatti lezione privata con lei in tutti i luoghi in tutti i laghi (LOL).

QUALI SACRIFICI HAI DOVUTO FARE PER FAR SI CHE LA DANCEHALL DIVENTASSE LA TUA VITA?

Prima di tutto, quando ti chiudi così tanto in una cosa, nel percorso della tua vita non avrai sempre le stesse persone vicino, a volte sarà colpa tua, altre no.

Se si vuole vedere come sacrificio: risparmiare costantemente per andare in Giamaica tutte le volte che riesci, stare lontana dai tuoi cari per tanto tempo..

Ma fondamentalmente nel momento in cui hai tanto amore e tanta passione ma soprattutto sei convinta che sia la cosa giusta da fare, il sacrificio lo fai con più piacere, e al 99% non lo ricordi come tale.
E A LIVELLO PERSONALE  LA VITA DA BALLERINA DANCEHALL COME HA INFLUITO SUI TUOI AFFETTI?

Ci sono due lati della medaglia: con questa danza puoi conoscere tante persone. Io capisco di essere abbastanza monotematica, la Dancehall è sempre presente nei miei ragionamenti e quindi sento l’esigenza di avere vicino persone che possano capire a cosa mi riferisco, di cosa parlo.

D’altro lato occorre fare attenzione che l’interesse per la Dancehall non sia l’unico motivo d’unione, investendo energie e fiducia in un rapporto che in realtà non ha grosse fondamenta.

Per quando riguarda le relazioni amorose, spesso purtroppo ho conosciuto persone che fingevano che la mia vita gli andasse bene ma in realtà poi il mio lavoro diventava causa di problemi. Ma la dancehall e tutto ciò ad essa collegata è parte fondamentale di me.

HAI MAI AVUTO PAURA DI ESPORTI ALL’INIZIO DELLA TUA CARRIERA COME INSEGNANTE E BALLERINA DI DANCEHALL?

Quando hai poca conoscenza hai un sacco paura di esporti anche se l’incoscienza della gioventù sicuramente aiuta. Poi col tempo capisci che dalle lacune e dagli errori si impara.

COME HAI AFFRONTATO LE VOLTE IN CUI NON TI SEI SENTITA ABBASTANZA BRAVA?

Io la vivo in due fasi:

Un prima fase di profonda tristezza, che faccio durare molto poco, e poi una seconda fase dove ‘’impazzisco e spacco tutto.‘’

La chiave è far durare in meno possibile la prima fase: sii molto amica della tua frustrazione perchè provare frustrazione significa che sei uscita dalla tua zona di confort. Cit.Ari.

Bisogna darsi un massimo di tempo per far durare la frustrazione per poi passare all’azione.
HAI MAI SOFFERTO DI RAZZISMO DA PARTE DELLA CULTURA GIAMAICANA?

I primi anni era diverso, non eravamo ancora così accettati, anche perchè ancora non era chiaro l’aiuto che potevamo dare a livello di turismo.

Con i dancers era diverso, il ballerino è più aperto per via del filo conduttore che ci accomuna, è più disposto ad aprirsi nei confronti dello straniero perchè vede che c’è una passione in comune che non si aspetta ed è anche curioso di vedere fino a che punto.
QUAL’E’ L’INGREDIENTE SEGRETO CHE HA FATTO SPOPOLARE LA DANCEHALL IN ITALIA?

Oggi la Dancehall è moda, grazie ai social media, grazie ai video musicali.

Ma il fatto che sia diventata moda ha i suoi pro e i suoi contro.

Pro: i giamaicani si sono impegnati per anni per far conoscere e dare un’identità alla dancehall.

Contro: il fatto che sia una moda in molti ballano dancehall senza sapere assolutamente di cosa si tratta.
COSA DELLA DANCEHALL GIAMAICANA PERDE E/O MANTIENE UNA VOLTA CHE ESCE DALLA GIAMAICA?

Ora come ora, la contaminazione è alta. Più che in passato.

Ogni volta che la Dancehall esce dalla Giamaica perde inevitabilmente un pò della sua natura perchè la spontaneità che appartiene alla cultura giamaicana è diversa dalla nostra per diversi valori culturali.

Però riusciamo a mantenere la sua natura nel momento in cui portiamo la sua storia e non solo gli steps. Questo è il modo in cui possiamo rispettarla e mantenerla il più autentico possibile.

Ricordiamoci che gli step Dancehall sono il frutto finale di un’intera cultura ed evoluzione storica.
AD ESEMPIO LA FEMALE DANCEHALL?

Per chi ci è dentro, è normale vestirsi, ballare e parlare in un certo modo. Ma è comprensibile che non tutti siano pronti. D’altra parte, occorre continuare a fare ciò che ci si sente, perchè continuando a condividere si faccia capire con che intento stai agendo, in questo caso, con che intento balli la Dancehall Female.

In Giamaica l’esibizionismo fa parte della Dancehall, ad una donna giamaicana fa piacere che l’uomo la guardi ma loro stesse ballano Female lo fanno per affermare loro stesse e per affermare il loro spazio e ruolo all’interno di una Dancehall.

Io per prima non faccio caso a chi mi guarda, posso ballare Dancehall Female in un party come in una classe di sole donne. E’ l’intento che cambia e parla senza bisogno di usare la voce.

In Giamaica stessa, l’alta società odia la Dancehall perché le liriche sono troppo rudi e volgari, così per le mooves e le danze, sono troppo spinte. Quindi gli stessi Giamanicani dell’alta società non accettano questo tipo di libertà, infatti i party dove andiamo noi dancers sono quelli da ghetto.

COME MAI PIU’ GIAMACANI CHE GIAMAICANE SI TRASFERISCONO IN EUROPA?

La percentuale di ballerini uomini in Giamaica è nettamente più alta rispetto a quella delle donne.

I Giamaicani si sposano con le europee e creano una famiglia qui, in oltre stando in Europa c’è più opportunità di lavoro e di spostarsi. E’ tutto più agevolato.

PIU’ PASSANO GLI ANNI MENO SONO LE DONNE PRESENTI NEI PARTY DANCEHALL, PERCHE’?

Dal 2015 al 2017 è stato il boom per le donne dove c’erano tante tante canzoni, da Up in deh, hot up, Hunky Punky. Razor B. Aveva creato davvero un bel movimento.

Adesso invece nei party la sessione femminile è molto breve e le canzoni che mettono chiamano il Dagarin o sono canzoni molto raw (crude) ed è chiaro che la ragazza non ha modo di fare la routine con i suoi steps, si devono buttare in mezzo a fare queen style (rischiando anche di farsi molto male). Hanno veramente una manciata di minuti per mettersi in mostra e farsi vedere.

Quindi visto che i ballerini non vanno al party solo per divertimento ma sopratutto per promozione, perchè spendere soldi per taxi, autobus, cibo quando la dancer non ha nemmeno la possibilità di mostrare le proprie skils? Questo è il motivo per cui non vediamo più dancers donne nei party.

COME MAI CI SONO POCHE MOOVES FEMALE DELL’EPOCA OLD E MIDDLE?

Uh attenzione questo è molto interessante!

Inizialmente il dancing era più concentrato sull’uomo. La donna nasce con il wine. Saper winare in maniera sinuosa e ipnotica (<3) era la skills del momento.

Poi l’influenza di Montegobay (una città a poche ore di strada da Kingston) porta delle novità nella middle scool in cui le ballerine ‘’Montegobensi’’ (?), delle pazze scatenate, facevano queen style, triks, cose pericolose e piuttosto hot, che prima non si vedevano. Ma fino a quel momento la danza femminile non era ancora entrata nell’ordine di idee degli steps.
IN COSA CONSISTE IL VIAGGIO ‘’STUDIO’’ IN GIAMAICA?

Come prima volta è sempre importante andare con qualcuno che è già stato in Giamaica 2 o 3 volte.

Il mio consiglio è quello di fare classi di tutte le scuole, dalla old alla new piuttosto che il female.

Osservare! Osservare molto più di voler fare. Usate l’occasione per osservare, capire come far parte del meccanismo senza mancare di rispetto a nessuno.

I classi e i party sono le esperienze fondamentali, da vivere in assoluto il più possibile.

ATTENZIONE!!! Le emozioni che si provano andando in Giamaica rendono dipendenti.

COME AVVICINARSI CORRETTAMENTE ALLA DANCEHALL?

Ora ci sono molti modi, potersi spostare seguendo i workshop dei Giamaicani.

E’ sconsigliato imparare attraverso i social, non serve davvero a nulla, perchè è dall’inizio della diretta che parliamo di vibes, sono le vibes a fare la dancehall, feelings che attraverso uno schermo difficilmente puoi sentire.

Il fascino della dancehall è la diversità dal nostro movimento ed è per questo che dobbiamo iniziare ad impararlo da un dancer Giamaicano.

COM’è STATO VIVERE L’ESPERIENZE DEL DANCEHALL QUEEN INTERNATIONAL?

Il DANCEHALL QUEEN INTERNATIONAL è una competizione che si è tenuta fino al 2015 dove si decreta la Dancehall Queen internazionale, è l’obbiettivo più grande che si possa avere come dancer donna.

E’ stata una delle esperienze più belle della mia vita. Non perchè sono arrivata sul podio ma perechè ho avuto la sorpresa di vivere un’unione che non mi aspettavo: 30 concorrenti da tutto il mondo, 10 delle quali giamaicane, non mi sarei mai aspettata di sentire unione.

C’è un interessantissimo documentario su questo evento che da uno squarcio di vita delle Dancehall queen di tutto il mondo davvero interessante:

Documentario Brok out sul dancehall queen international. Chicca qui per scaricarlo.
QUALI SONO LE FIGURE DI RIFERIMENTO DEL MONDO DELLA DANCEHALL?

Orville Xpresion (clicca per il profilo IG)

Shelly Xpression (clicca per il profilo IG)

Danca Bling (clicca per il profilo IG)

Latonya Style (clicca per il profilo IG)

Loro sono tra i dancers e insegnanti che hanno più esperienza e conoscenza e hanno vissuto l’evoluzione da protagonisti.

Per capire il cuore della dancehall devi partire alla old e alla middle skool.

La new skool è favolosa ma assomiglia molto a qualcosa che abbiamo già.

”Secondo me, (Ari) avvicinandosi alla dancehall attraverso i capostipiti di questa cultura acquisisci una grande etica con cui poi studiarla e viverla.”

Queste persone sono ballerini della old e middle ma hanno il rispetto della dancehall attuale, ballandola e conoscendola e suportandola.

COME GESTIRE LA DANZA CON I DANCERS UOMINI? IL MOMENTO DEL PARTY è MOMENTO DI RIMORCHIO?

Il momento del party è l’ultimo momento del rimorchio, la differenza la capisci quando balli con i dancers giamaicani che per quanto possano essere sensuali e sessuali, è solo la danza di quel momento, può capitare un momento di dagarin veramente scenico, ma alla fine il dancer se ne va e non lo rivedi più, è stato solo un momento di danza e di intrattenimento.

L’intento si percepisce.

Ma in ogni caso, TU SEI SEMPRE AUTORIZZATA A DIRE DI NO!!!!! Non esiste la situazione in cui DEVI farlo, nemmeno se in un party a Kingston Shelly Belly in persona viene da te, sei obbligata.

Il momento del daggarin non è il momento di esibizionismo dell’uomo ma è anche il TUO momento!

Quindi se non vi va sentitevi liberi di dire di NO!

Si vede quando non si è a proprio agio, non pensate di dover stare per forza dello show.

Le Giamaicane stesse se non se la sentono non solo gli dicono di no ma ‘’je menano pure.’’

La diretta finì in maniera divertente, non c’è scampo dalla solarità di AleVanille <3

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